Cubo di Rubik

Tassello dopo tassello
vuoi risolvere l’enigma,
i colori sembrano tutti uguali
ma basta giarare a destra
o a sinistra della tua superficie
che cambia tutto
si trasforma il gioco.
Si stravolge l’inizio, la fine
una salita.
Sì, cubo di rubik,
la tua vita è così difficile
da non trovare una tua stabilità
hai la possibilità del teletrasporto,
così un giorno sei sul comodino
un attimo dopo sulla finestra
ad osservare il mondo,
il giorno successivo dimenticato
in un lontano cassetto.
Proprio lì racimoli idee
per ritrovare la tua vera faccia.
Ti guardi allo specchio
ma c’è qualcosa che non va.
Ieri eri rosso
con una riga di quadrati gialla
oggi sei blu con due quadrati bianchi
Ma domani di che colore sarai?
Riuscirai mai ad essere te?
Giocano tutti con la tua faccia,
si divertono a cambiarti
con la solita scusa
che sei un rompicapo da risistemare.

(C.)

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La mia bicicletta è un veicolo
pieno di gioia
che mi fa passare
un pomeriggio in famiglia.

La mia bicicletta è una persona
avventurosa,curiosa e competitiva
che non ha paura di nessuno.

La mia bicicletta è un bambino
affamato di adrenalina.

La mia bicicletta, compagna di viaggio,
mi condurrà nel futuro.

(A.)

Io e rugby

Io e il campo.
L’erba indifferente
alle pozzanghere.
Le mie braccia,
nude
non percepiscono la sensazione
straziante
del pianto di nuvola.
Là,
in quel campo,
poco prima,
pei ragazzi si divertivano
giocando la palla ovale.
Ottanta minuti colmi
di ansia,
di paura,
di voglia di buttarsi
e distruggere
tutto.
Un frullato da ingerire freddo.
Cammino piano,
sul campo,
zuppo di sudore.
Rallento piano,
fino a fermarmi.
Ascolto
le gocce che non
si fermano davanti a nessuno,
che picchiano tutto quello che vedono,
che picchiano me.
Continuo a camminare.
Io e il campo.
(T.)

Il fantasma

Sul divano
da sola
a casa

Vedo un'ombra
azzurra
come un cristallo

Passa silenziosamente
lungo il corridoio
come un filo di vento

Spegne la luce
si avvicina
alza la mano e
sentiamo
il campanello
come un allarme 
venuto a salvarmi

Sento un brivido 
lungo la schiena
e lui sparisce
Cerco di dirlo ma nessuno
ci crede.
Io l'ho visto!
               (A.)

Penso

Mi confondo

nei mondi della vita.

Piango, mi nascondo nella paura.

Guardo il riflesso

nei cerchi concentrici

della memoria.

Inseguo il tempo misterioso.

Alzo le braccia al cielo,

per parlare con la luna.

(C.)

I pesci parlano,

nuotano,

saltano.

Esseri estranei

galleggiano nell’acqua,

si perdono.

Il mare

un altro posto,

vita.

(C.)

Bolla

Da sola respiro,

da sola mi tuffo.

Il mare

mi sussurra

i suoi segreti.

Il mare

mi abbraccia.

Non sono più sola.

Sorrido,

adesso sono

felice.

(B.)

Autobiografia del lettore #1

Il mio primo approccio alla lettura è stato quando ero piccolo e, a volte, per svariati e complicati motivi (frase che qui significa “motivi che non ho voglia di spiegare ora”) andavo, a volte, per qualche giorno estivo, a casa dei miei nonni. Prima di addormentarmi, lì, mi ricordo che la nonna Cristina mi leggeva delle storie da un libro di favole.

Lei però non è stata l’unica: alle elementari la maestra Maddalena ci leggeva ad alta voce dei libri e quando succedeva ne ero entusiasta. In particolare mi ricordo il libro  “Cion Cion Blu” (frase che qui significa “l’unico che mi ricordo è il libro di Cion Cion Blu”) che, visto che la maestra Maddalena è andata via alla fine della quarta non eravamo riusciti a finire. Poi però è venuta anche lei alla festa di fine quinta e siamo riusciti a finirlo lì!

Quest’anno sono diventato un lettore appassionato (frase che qui significa che leggo più o meno mezz’ora al giorno. Sì, è possibile, che tu ci creda o no). Ho scoperto che mi piacciono molto i libri d’avventura e alcuni libri comici. Ora sto provando a leggere qualcosa di più impegnativo (frase che qui non significa che non ne abbia mai letti altri, di impegnativi). Come che libro? ma sei proprio un ficcanaso! Vabbè, sto leggendo “I ragazzi della Via Pal”.

I libri che ho amato di più quest’anno (frase che qui non significa che abbia offerto a questi libri anelli di fidanzamento o simili, non fare lo stupido!) sono stati “L’isola del Tesoro” di Robert Lewis Stevenson, che consiglio a tutti, la saga di “Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo” di Rick Riordan, che consiglio a lettori non molto appassionati, “Edgar e i gatti dell’Ombra” di Marliese Arold, che consiglio a lettori che leggono libri semplici e vogliono provarne di più impegnativi e agli amanti dei gatti, e “Una Serie di Sfortunati Eventi” di Lemony Snicket, che consiglio alle persone che vogliono leggere storie da cui sono stati tratti film o serie TV.

Quando leggo io mi siedo sul divano rosso, apro il libro e mi faccio abbracciare dalle sue emozioni (è una metafora. Significa che non mi abbracciavano veramente, ma in senso figurato. Non sai cosa vuol dire “in senso figurato”!? Come fai a non saperlo! Guarda subito sul dizionario che vuol dire “figurato”! Se non sai dove trovarlo è tra “figurativo” e “figurina”). Io però ora ti faccio una domanda: quanti libri leggi al mese? Uno? Mezzo? Che? Prova, solo per un giorno, a leggere per mezz’ora tutta attaccata. Non ci riuscirai mai. O forse sì? Diventare lettori è anche questione di allenamento!

(R.)

Macchie

(Autobiografia di una lettrice)

Sicuramentevi starete chiedento perchè “macchie”. Per me le parole sui libri sono come piccole macchie di inchiostro e per questo ho scelto questo titolo per il mio racconto. Mi ricordo sicuramente che la mia famiglia non era una tribù di lettori, ma sono arrivata io e tutto è cambiato.

Crescendo sono andata all’asilo e la nostra insegnante ci ha letto “I cappuccetti” di Munari, cioè più versioni di capuccetto rosso ma con più colori:  rosso, verde, giallo, blu e bianco. Non sò perchè mi siano rimasti proprio questi impressi ma so per certo che quando la nostra maestra ci faceva vedere l’immagine del lupo ci andavamo a nascondere e poi la maestra faceva fatica a trovarci perchè eravavamo piccoli e bravi a nasconderci.

Alle elementari tutto è cambiato. La cosa brutta che ho sentito è stato alle elementari. Non mi ricordo esattamente in che classe, però una maestra ci ha detto che la lettura non serve a niente e che ci disrugge la mente, ci sono rimasta veramente male,  perchè io leggevo molto e quindi per tutte le elementari non ho più letto. Mi ricordo che comunque non abbiamo letto molto alle elementari e forse in quinta elementare abbiamo cominciato a sperimentare i libri.

Ho finito le elementari e sono arrivata alle medie e ho conosciuto la prof. che con la lettura ci ha fatto spaccare. Dire che quest’anno ho letto moltissimo mi sorprende, perchè sono arrivata al diciotto marzo 2018 che ho letto trentacinque libri e ho quasi finito il trentaseiesimo.

Con la prof. ho imparato che la lettura e molto utile per viaggiare e per farmi scoprire mondi nuovi. Ancora non mi conosco perfettamente come lettrice, ma una cosa che so è che non sopporto i libri senza immagini, e quelli troppo lunghi. Anche se,c ome ho detto prima, devo conoscermi meglio come lettrice quindi potrei cambiare idea. Non sono tanto sicura di aver scoperto qualcos’altro su di me come lettrice,ma so per certo che la vita me lo farà scoprire di sicuro. Io però mi vedo fantastica, sento che la prof. è fiera di me e di quanti libri sto leggendo, anche se i libri sono piccoli.

Ci sono tantissimi libri che ho letto quest’anno ma i più memorabili sono due: “Matilde” di Roald Dahl e “Wonder” di R.J. Palacio, un romanzo commovente di cui ho anche visto il film. Comunque, come dice la prof, prima di guardare il film leggete il libro così vi potete immaginare la storia.

Voglio darvi un ultimo piccolo consiglio: amate i libri, gustate i libri e credete nei libri come credete nelle parole.
(D.)

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